Arte al centro di una trasformazione sociale responsabile.

Michelangelo Pistoletto. Artista.

Ho tracciato sulla sabbia il nuovo segno d’infinito che sostituisce il simbolo tradizionale formato da una linea continua che si interseca descrivendo due anse. Il nuovo segno incrocia la linea due volte formando non più soltanto due ma tre cerchi. Quello centrale descrive un ventre gravido, prodotto dall’accoppiamento dei due cerchi che costituivano il vecchio simbolo. Questo ventre rappresenta la generazione del Terzo Paradiso. Cos’è il Terzo Paradiso? È l’accoppiamento fertile tra il primo e il secondo paradiso. Il primo è il Paradiso Terrestre, che precede il morso della mela. È il paradiso naturale dove tutto è regolato dall’intelligenza della natura. Il secondo è il Paradiso Artificiale, quello sviluppato dall’intelligenza umana attraverso un processo lentissimo che ha raggiunto nel corso degli ultimi due secoli una dimensione sempre più vasta ed esclusiva. Questo paradiso è fatto di bisogni artificiali, di comodità artificiali, di piaceri artificiali e di ogni altra forma di artificio. Si è formato un vero e proprio mondo artificiale che continua a crescere consumando e deteriorando in modo sempre più drastico il pianeta naturale. Il pericolo di una sempre più imminente tragica collisione fra queste due sfere è ormai annunciato in ogni modo. Ed è per evitare di proseguire verso questo catastrofico avvenimento che si deve concepire il progetto globale che chiamo Terzo Paradiso. (…) Il riferimento biblico non ha finalità religiose ma è assunto come messaggio per dare senso e forza al concetto di trasformazione sociale responsabile e motivare un grande ideale che unisce in un solo impegno l’arte, la scienza, l’economia, la spiritualità e la politica. Il Terzo Paradiso é stato in seguito presentato in una serie di occasioni, ad esempio nel 2005 viene presentato quale evento nell’ambito dalla 51a Biennale di Venezia, come opera del soggetto artistico collettivo Cittadellarte, così come dal 2007, con la collaborazione tra Pistoletto e Gianna Nannini, a cura di Zerynthia – RAM Radioartemobile, il Terzo Paradiso assume la forma di un work in progress multimediale. Arriviamo quindi al 2010, anno in cui viene pubblicato il saggio “il Terzo Paradiso”, edito da Marsilio.

Eleonora Fioriani. Docente di antropologia culturale, Politecnico di Milano
Mi sembra importante sottolineare l’importanza di vedere, capire, avvicinarsi all’anima dei materiali. I materiali non vengono scelti solo in base alla prestazioni, ma all’immaginario che essi veicolano e evocano e l’artista li utilizza in questo senso. Essi infatti intervengono sulla nostra sensibilità, modificandola, così come sulla nostra percezione. A volte ci si chiede se sia la forma a determinare il materiale o il materiale a determinare la forma, io credo che siano reciprocamente influenzabili. Oggigiorno i nuovi materiali sono, ad esempio, la luce e il suono.

Anna Pironti. Responsabile Capo Dipartimento Educazione Castello di Rivoli
A proposito di anima dei materiali, mi ricordo quando ci siamo recati al CiAl, Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo dell’alluminio, Milano. L’idea ci é venuta sul luogo, partendo dalla suggestione che questo materiale può essere riciclato all’infinito. Le caratteristiche di questo materiale, ma anche il significato che questa caratteristiche contengono, sono state fondamentali. pistoletto é stata fondamentale.

Gennaro Galdo. Progetti didattici CiAl.
Noi non ci occupiamo di arte, ma ci occupiamo di curare e stimolare la raccolta differenziata in Italia, in particolare degli oggetti fatti in alluminio. Cerchiamo, dunque,  di responsabilizzare attraverso metodi tradizionali, ma anche meno convenzionali, come la collaborazione con il maestro Michelangelo Pistoletto testimonia. Una delle grandi caratteristiche dell’alluminio é, appunto, quella di poter essere riciclato all’infinito. Un’altra caratteristica, che mi sento di sottolineare, é che l’alluminio é un materiale assolutamente contemporaneo: pensiamo alla Factory di Andy Warhol, che era ricoperta di fogli di alluminio.
La prima collaborazione, nata tra il CiAl e il maestro Michelangelo Pistoletto é quella  dell’opera Terzo Paradiso, la seconda é invece  legata alla collaborazione con il Dipartimento Educazione di
Rivoli e Cittadellarte.  Abbiamo collaborato, nuovamente, in modo efficace per diffondere il significato della materia e la possibilità di riciclarla e riutilizzarla in diverse città come Rimini, Salerno, Udine, presso il centro ReMida, o a Mantova in occasione del Festival della Letteratura…

Michelangelo Pistoletto.
A proposito dell’evento del 2005 in occasione del Festival di Mantova, ricordo che, durante l’attività di laboratorio con bambini delle scuole elementari, avevo dato loro questa suggestione: “adesso dovete costruire il vostro futuro con queste lattine”, le lattine erano senza marchio. Il giorno dopo, ho incontrato due ragazzine che avevano partecipato al progetto e mi hanno detto” La ringraziamo per quello che ci ha fatto fare ieri, ci é piaciuto molto perché non era una cosa dei nostri genitori, era solo nostra”.

Gennaro Galdo.
E’ interessante il concetto di Terzo Paradiso: di fianco al concetto del Paradiso Terrestre e dell’ambiente industriale, appare una terza via, che unisce i due mondi e che é appunto il terzo paradiso. Ciò implica una forte responsabilità. Noi abbiamo bisogno ora di sviluppare un’economia circolare: ovvero riciclare le materie, falle circolare, riutilizzarle.
Valeria Anfossi. Responsabile Pedagogica ITER Centro per l’Arte e la Creatività e centro REMIDA, Torino
Io sono una pedagogista, pertanto uno degli interrogativi che mi pongo spesso é se l’arte si può insegnare. A questo proposito pensiamo che sia un dovere  far conoscere e avvicinare gli artisti ai ragazzi e favorire la loro conoscenza. Per citare un esempio, all’inaugurazione del centro REMIDA di Torino era presente il maestro Michelangelo Pistoletto che ha incontrato i ragazzi.
Oltre a questo, il centro REMIDA ci da  possibilità di lavorare, conoscere i materiali e di avvicinarsi alle suggestioni che provengono da essi e che essi possono trasmettere; diventando, in un certo senso, delle vere e proprie metafore per trasmettere idee e pensieri. Il punto fondamentale é riuscire a guardare le cose con occhi diversi: credo che l’arte sia e faccia anche e soprattutto questo e i nostri laboratori di arte visive cercano di fare lo stesso.

Concetta Giannangeli. Presidente Associazione MODIDI, progetto BluLab, Centro REMIDA, Udine.
Il nostro centro era stato aperto di fianco ad un centro d’arte contemporanea, che ora ha chiuso, a Venezia, vicino Villa Manin; così ci siamo trasferiti ad Udine dove abbiamo trovato uno spazio in collaborazione con il Comune di Udine. Qui é nato il BluLab: blu perché è stato definito come il colore della sostenibilità. Presso il nostro centro abbiamo un banca data dei materiali riciclati. L’obiettivo principale del nostro centro é far capire come i materiali ed i prodotti si trasformino. Credo sia molto importante, ad esempio, ipotizzare, durante la produzione, anche ad una possibilità di trovare nuova vita e trasformarsi. Credo che essere coscienti che esiste un ciclo e che ogni anello di questo ciclo é molto importante, sia fondamentale per tutti noi.
Ci tengo anche a sottolineare che REMIDA é una rete e che esistono diversi centri in tutta Italia ma anche nel mondo come, ad esempio, in Danimarca. La  scommessa di tutti i centri é unire arte e sostenibilità.

Ruggero Poi. Ufficio Educazione Cittadellarte Fondazione Pistoletto:
A proposito di quanto emerso in questo dibattito, vorrei ricordare l’obiettivo del laboratorio Creative collaboration che é quello di mettere insieme le energie e credo che oggi ci sia stata un’azione di questo tipo. Chiedo  quindi a Max Casacci di intervenire in quanto anima dello scenario della musica torinese, ma anche sostenitore in prima persona di Torino Sistema Solare. Max e Giuseppe Postal_market stanno collaborando con noi per agire in questa direzione.

Max Casacci. Musicista.
Torino Sistema Solare é un programma che riunisce chiunque abbia voglia di lottare contro le energie cattive, siano esse disgregazione, dipendenze, ottusità, desertificazione del pensiero, discriminazione, ipocrisia, guerra, veleni o il nucleare. Racchiude tutti coloro che si siano battuti contro le mafie e le metastasi locali o che stanno studiando l’ambiente per rimettere in circolo energia positiva.
Con il progetto Mafia spa, Torino Sistema Solare ha creato una fidelity card fittizia, in cui questa società immaginaria, la Mafia spa, ringrazia i consumatori di cocaina per il fatturato annuo. Di pari passo é stato creato un adesivo da incollare nei bagni di locali, spesso ritenuti luoghi di abituale consumo di questa sostanza. Su questo sticker viene riproposta la frase “chi ama la” , nella parte sottostante figura una riga di cocaina, “tiri una riga.”


Giuseppe di Postal_m@rket. Dj.
Oggi ho affiancato Max Casacci e l’Ufficio Educazione di Cittadellarte nell realizzazione del laboratorio Creative Collaboration svolto oggi pomeriggio. Io sono un dj e oggi mi sono trovato con questi ragazzi e con la possibilità di farli interagire con uno strumento elettronico. Ognuno di loro poteva, infatti, dare un contributo suonando uno strumento elettronico. Allo stesso tempo, un altro gruppo ha tracciato uno storyboard che farà parte del video di animazione per Mafia spa che sarà appunto musicato dal risultato musicale ottenuto oggi grazie all’intervento dei ragazzi.

Ruggero Poi.
Michelangelo Pistoletto ha così lanciato una proposta che si é sviluppata e continua a svilupparsi giorno per giorno. Sarebbe, ad esempio, interessante continuare a collaborare con il CiAl, unendo inoltre la musica e gli spunti che provengono dal Terzo Paradiso per portare avanti questo tipo di progetti e continuare a sperimentare insieme.

Gennaro Galdo:
perché no? proviamoci…

Michelangelo Pistoletto:
Sarebbe interessante, a questo punto, ascoltare i pareri dei giovani che oggi hanno partecipato a Creative Collaboration.
Adele Cappelli. Docente di Pedagogia e Didattica dell’Arte Accademia di belle Arti di Frosinone
intervengo solo perché vorrei trasmettere un’emozione. Prima qualcuno chiedeva: ma l’arte si può insegnare? Questo é un grande quesito. Io vorrei dire grazie al maestro Michelangelo Pistoletto che oggi non é qui per un motivo celebrativo. Pensiamo ad esempio ai titoli delle sue azioni, fino a giungere al Terzo Paradiso e a tutti i progetti che ha messo in piedi, compreso Cittadellarte: ognun di essi é contro la morte civile. Figure artistiche come lui servono perché le differenze con ciò che sta avvenendo nella nostra società,  dal punto di vista normativo per esempio, denotano una direzione preoccupante e c’é bisogno di un contributo del genere, anzi di più contributi. Grazie davvero di cuore al maestro e a chi come lui porta avanti questo tipo di progetti.

Orietta Brombin. Responsabile Attività Educative e Formative PAV- Padiglione d’Arte Vivente.
Io mi concentro invece sui materiali utilizzati da Michelangelo Pistoletto: gli specchi, per poi arrivare al all’alluminio, anch’esso specchiante , o alla luce, dilemma di molti artisti. E qui mi collego un po’ alla struttura del PAV. Il PAV, ha già fatto a monte un progetto socialmente sostenibile legata all’idea della materia modificabile. Infatti esso nasce dalla trasformazione di un territorio di 35000 mq degradato nella periferia della città di Torino. Dopo un iter lunghissimo, questo luogo é diventato uno spazio d’arte contemporanea, dove si esperimenta attraverso la socialità, dove gli artisti si pongono sullo stesso piano del pubblico, attraverso il medium tecnologico. Credo che l’uso della tecnologia sia infatti molto importante: essa è divenuta, infatti, un mezzo che spesso ci permette di avvicinarci ancor di più alla natura, rispetto a quello che fanno i nostri sensi.
Ludovica studentessa.
Gli assaggi del Terzo Paradiso di oggi, mi danno la voglia di continuare questo terzo paradiso. Forse c’é già, nel nostro piccolo e credo che la cosa più importante sia continuare o cercare di portare avanti questa idea.
Ma quindi: è possibile educare all’arte?

Flavia Barbaro. Responsabile Dipartimento Educazione GAM.
Questa é una bella domanda; noi vogliamo con Zonarte unire le differenze delle diverse istituzioni coinvolte e mettere insieme le energie di tante persone che hanno lavorato nel tempo in questa direzione, gli artisti che hanno collaborato con noi e raccogliere le energie dei giovani, per rincanalarle nel modo più appropriato, verso la possibilità di continuare a costruire e procedere insieme in questa direzione.

Mauro Biffaro, artista.
Io ritorno per un attimo al discorso della Docente Eleonora Fiorani e al concetto di materia e materiali.  Si diceva che, ad un certo punto, aggregando materiali, questa unione acquisisce una forma e questa forma ci permette di raccontare, Voglio dire,  mentre una sostanza prendere forma, in un certo senso narra qualcosa e nel momento in cui qualcuno o qualcosa narra, inevitabilmente c’è qualcuno che ascolta. Il nodo centrale è dunque costituito dalla forma, dalla materia, da chi racconta e soprattutto cosa racconta.

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