Una questione di piccolinità.

Questo è un racconto che nasce da tutte le parole che ieri sono state ritrovate, dette, condivise, scritte, disegnate o analizzate durante il workshop “Parole al Vento”.

La storia di parole al vento di Aura e D’

C’é adesso una storia che é qui e che é ora: é un segno o é un sogno? Forse é una parola…

Quello che mi ricordo é che ero davanti al negozio di giocattoli e tu mi guardavi e io lo sapevo che stavi per dirmi qualcosa di brutto.

– KOKORO é partito per un lungo viaggio e non si sa se mai tornerà.

–  dov’é che é andato?

– non lo so. E’ partito. Punto.

– e tu come stai?

– una merda. Non si vede?

Si vedeva eccome, aveva tutti gli occhi rossi ed era dimagrita di dieci chili.

Insisto:

é partito per andare dove?

– non importa dove. Il fatto é che doveva scoprire qualcosa di molto importante

– qualcosa cosa?

– se lo avesse saputo non sarebbe partito, no?

– secondo me cercava. cercava e basta. E se tu cerchi sono le risposte che trovano te!

Non volevo dirle questo, volevo solo abbracciarla, abbracciarla tutta e dirle che ero la risposta a tutte le sue domande, dirle di quanto mi era mancata, di quanto adorassi il modo di girarsi le dita nei capelli. Dirle che amavo quella sua PICCOLINITA’.

Forse é proprio questo il punto. Il centro. Tornare indietro. Tornare a quando eravamo bambini e giocavamo alle nuvole e a rincorrerci. Quanto vorrei anch’io partire e tornare là in quel mondo microscopico di scarabocchi e di magia.

Guardo leri ma mi imbarazzava sostenere il suo sguardo e allora dirotto sulla vetrina del negozio di giocattoli. I Gormiti, le Barbie, i Lego, Hello Kitty e tutta una serie di MINCHIOSAURI. Ricordi che mi guardano e sembrano dirmi:

Dille quello che pensi… ora!

– Bishimila

ecco l’ho detto

E’ una parola magica. E’ speciale! Se la pronunci con la vibrazione del cuore. Lei ti può portare ovunque nello spazio e nel tempo. E’ una parola che ti sente e ti scolta. Ti esaudisce i desideri. Ti regala le sorprese. E ora sogna. Sogna ciò che vuoi e se ci credi, sarà vero!

– Lo so cosa vuol dire

Mi disse lei clamissima e poi continuò

Me lo dicevi sempre quando eravamo piccoli, me lo dicevi per farmi spaventare.

– No. Lo dicevo così…per farti divertire…per farti ridere.

Ora però lei non era divertita per niente. Non rideva. Anzi avrei scommesso che stava per mettersi a piangere.

Ecco, allora lo so cosa voglio: vorrei raggiungere KOKORO ovunque esso sia e forse anche io vorrei sapere da dove vengo. Sì lo voglio sapere. E tu?

FILOXENIA : amore per lo straniero… o una cosa del genere. Ecco quello che aveva  Laura. Se erano stranieri si innamorava. Era così. Come una malattia. Una malattia che mi respingeva.

Io? Io voglio stare con te.

– Partiresti anche senza tornare? Ne sei sicuro? Non mi devi rispondere. Chiudi gli occhi e respira.

Mi fido. Mi sono sempre fidato di lei, da quando eravamo piccoli e RUZZAVAMO nel cortile come dei bastardini senza casa.

Mi fido. Mi fido e chiudo gli occhi.

Ora tocca a lei.

Respiro.

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